Copyright: il Parlamento Europeo approva la riforma sul diritto d’autore

L’evoluzione del mercato digitale ha apportato un cambiamento sostanziale nel modo in cui le opere e altro materiale protetto vengono create, prodotte, sfruttate, veicolate.

Nuovi modelli di business hanno permesso ai consumatori di accedere a contenuti protetti dal diritto d’autore in maniera continuativa e oltre confine.

E’ in questo contesto che gli autori dei diritti si trovano in difficoltà nella concessione di una licenza e nella richiesta di un adeguato compenso per la diffusione online delle proprie opere; difficoltà tale da inficiare lo sviluppo della creatività europea nelle sue varie espressioni.

Con questi presupposti Strasburgo ha approvato la nuova Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sul diritto d'autore nel mercato unico digitale con 348 voti a favore, 274 contrari e 36 astenuti, nonostante 90 eurodeputati non abbiano partecipato alla votazione. La riforma, sostenuta da media e grandi editori, ha avuto il parere favorevole di 21 paesi, mentre 5 sono stati quelli contrari, tra cui l’Italia, che si esprime a sostegno della libertà assoluta della rete e che ritiene tale direttiva lesiva della libertà d'espressione e benevola solo rispetto alle grandi aziende editoriali.

Contrarietà espressa anche dai cosiddetti colossi del web, (Google, Facebook, Youtube, Twitter) che a partire da oggi dovranno concordare un’equa remunerazione di materiale artistico, giornalistico e culturale (articolo 11), e si assumeranno in pieno la responsabilità di quanto messo a disposizione sul web affinchè sulle loro piattaforme non sia presente materiale protetto da copyright senza i dovuti accordi (articolo 13).

Google, tra i primi a commentare la notizia, ha definito tale riforma “migliorata, ma porterà comunque a un’incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell’Europa”. E’ in quest’ottica che bisognerà capire, ad esempio, se Google News in qualità di maggior aggregatore di notizie, potrà continuare a fornire anteprime o snippet (estratti di testo che compaiono sotto al titolo quando effettuiamo una ricerca online) di contenuti senza un accordo preventivo con gli editori o se, al contrario, gli autori di opere e altro materiale debbano necessariamente essere remunerati dai propri editori, a loro volta pagati da Google News per i contenuti concessi.

A dirsi soddisfatto è invece il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, che afferma: “Garantire ai giornalisti un equo compenso per il loro lavoro era una priorità del Parlamento. Con questa riforma assicuriamo una vera libertà di stampa e contrastiamo il fenomeno sempre più diffuso delle fake news, salvaguardando l’indipendenza e la qualità dei media, essenziali per una robusta democrazia. Abbiamo adottato una riforma bilanciata, che non impone alcun filtro all’upload dei contenuti e prevede deroghe chiare per tutelare start-up, micro e piccole imprese. Le regole approvate, ad esempio, non limitano in alcun modo Wikipedia o la libertà di satira, né l’utilizzo di meme. D’altra parte, le grandi piattaforme digitali avranno più responsabilità riguardo ai contenuti che violano i diritti d’autore e dovranno fare la loro parte per garantire il rispetto delle regole”.

Secondo l’Europarlamento, “le nuove norme dell’Unione Europea sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web”.

Dello stesso avviso è anche il presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi che parla di “vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d'autore: rappresenta la libertà ed esprime l'identità europea".

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