L'impatto del coronavirus sul mercato online. Azienda italiana crea un algoritmo per misurare le ricerche su google in tempo reale

Le restrizioni imposte nelle ultime settimane di lockdown da coronavirus hanno comportato indubbiamente un cambiamento drastico anche nelle ricerche degli utenti su Google, e di conseguenza sui volumi di ricerca delle singole keywords se paragonati ai mesi precedenti.

Per meglio comprendere quale sia l’impatto del coronavirus sull’andamento delle ricerche, SEOZoom ha creato un nuovo algoritmo capace di misurare i volumi di ricerca in tempo reale. Si tratta del primo algoritmo al mondo in grado di proiettare l’interesse mostrato nei 12 mesi precedenti sullo scenario odierno utilizzando i trend di ricerca.

Finora, infatti, gli strumenti di SEOZoom offrivano solo risultati che erano basati su medie statistiche relative ai periodi di normalità; quella normalità che viene a decadere con l’arrivo della pandemia che ha di fatto, come precisa il tool italiano «invalidato il senso stesso delle procedure di analisi dei SEO tool, perché la media tradizionale basata sui 12 mesi precedenti non ha più continuità in uno scenario mondiale assolutamente differente, e quindi i volumi di ricerca di molte parole chiave non erano più attendibili e precisi.»

A differenza degli altri tool che mostrano ancora i dati dei mesi precedenti proiettandoli su quelli attuali, SEOZoom ci da evidenza reale attraverso l’algoritmo COVID-19 di quali siano le tendenze in maniera costantemente aggiornata.

E così si assiste ad un’inversione di tendenza, per esempio rispetto all’andamento del fai da te e del cinema così come del settore del turismo, permettendoci di percepire, realmente, l’impatto delle misure restrittive sulle ricerche Google in modo aggiornato.





L’impennata del fai da te in questo periodo è evidente negli esempi di keywords come “pizza fatta in casa” che dimostra come si sia passati da un volume medio mensile di 18.100 ricerche ad un valore stimato tra marzo e aprile di 201.000 e 165.000 ricerche.

Ancora più eclatante è la ricerca per “pane fatto in casa” che, da una media di 18.100 ricerche dei mesi precedenti, ora arriva a generarne 673.000.







L’andamento crescente ha riguardato anche l’attività fisica tra le mura domestiche, dove è possibile verificare come rispetto alla keyword “esercizi da fare a casa” si è passati da un volume medio mensile di 2.400 ricerche ad un valore stimato tra marzo e aprile di 18.000 e 12.000 ricerche.







Il settore del turismo e del cinema hanno invece registrato di fatto un crollo nelle ricerche mensili dell’ultimo periodo, portando rispettivamente per la keyword “viaggi” una variazione considerevole in termini di volumi di ricerca che vanno da una media di 22.200 ricerche mensili, al valore attuale stimato di 6.600 ricerche.





Come era prevedibile, anche il settore del cinema ha registrato un calo importante rispetto al volume medio mensile rapportato ai 12 mesi precedenti, portando per la keyword “cinema” il valore stimato nel periodo attuale a 18.100 ricerche, rispetto al dato di 165.000 registrato in precedenza.




Tutto questo da piena evidenza di come e quanto il search intent, vale a dire il motivo reale di ricerca degli utenti celato nelle keyword, sia capace di influenzare Google.


di Ilaria Giampà

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